Josè Manuel Ballester e la rappresentazione dell’assenza

Josè Manuel Ballester (Madrid, 1960) è un artista spagnolo noto per  le sue rappresentazioni caratterizzate dal senso di vuoto, di mancanza e di solitudine. Questi elementi sono ricorrenti nelle sue immagini di spazi urbani o architettonici, dipinti e foto digitali.

Molto nota la sua serie “The Hidden Spaces” (“Ocultos Espacios), che qualche anno fa diventò un caso virale sul web, diffuso grazie a migliaia di interazioni e di like. Nelle immagini di questa serie, la “presenza dell’assenza” pesa più di tutti gli altri dettagli che sono stati eliminati, pur rimanendo  riconoscibili gli spazi e gli ambienti noti. Ballester priva infatti i capolavori della pittura rapprentati di tutti i suoi elementi principali.

Straniante è guardare: la stanza de Las Meninas di Velàsquez, in cui è sparita sia la famiglia reale in posa che il pittore di corte; il paesaggio sterile e vuoto, senza più fiori né figure mitologiche, ma soprattutto senza la sublime Venere del Botticelli, con la conchiglia rimasta abbandonata in acqua; il tavolo de L’ultima Cena di Leonardo che è disertato da tutti; L’atelier di Vermeer che rimane un interno domestico, senza più elementi o personaggi da spiare; un Guernica di Picasso, come un collage rimasto privo di quasi tutte le forme; la Zattera della Medusa di Géricault senza alcun naufrago o ancora l’ambiente della fucilazione del 3 maggio 1808 di Goya, in cui resta solo la lanterna e una chiazza di sangue dopo gli spari.

Questo incredibile lavoro di post produzione e di alterazione delle opere d’arte pittoriche, offre l’opportunità di rivalutare visivamente il rapporto tra i personaggi e l’ambiente che li circonda offrendo un nuovo punto di osservazione.

 

 

INFO: www.josemanuelballester.com

– images credits: © José Manuel Ballester

– images via: demilked.com

Post Author: La Prof

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